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Dentro le cose

 

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 ph. Mario Carlini

In scena ci sono cose che si frappongono tra attore e pubblico. Lo sguardo dell’attore è dietro le cose. L’attore è sulla scena e il suo sguardo muta senza che se ne renda conto. Le cose ne determinano lo sguardo. Cercherò di riuscire ad essere tecnico attore e regista nello stesso tempo. Nessun assistente, nessun tecnico, nessuno sguardo esterno dai miei collaboratori. Costruirò le cose che si frapporranno tra me e il pubblico. Non ostacoli ma trame che potrebbero indurmi a cambiare lo sguardo. Voluta difficoltà, mettere in discussione il lavoro e starei a nudo senza filtri. Nuda difficoltà, dovrei percorrere quest’ultima per dare al pubblico in pochi minuti la visione della difficoltà che esiste nella creazione del lavoro. Sì la creazione prevede fatica, questa viene messa in secondo piano rispetto al risultato che si dà al pubblico.
(Febo Del Zozzo)


Crediti


Dentro le cose

di e con Febo del Zozzo
scene di Laminarie
regia Febo Del Zozzo
cura e organizzazione Marcella Loconte, Valeria La Corte
Ufficio stampa e comunicazione Sara Fulco
Nuova produzione


Prima rappresentazione: Martedì 21 marzo 2017 alle ore 21.00

Con Dentro le cose, ultima produzione di Laminarie di e con Febo Del Zozzo, la compagnia sceglie di confrontarsi con alcune figure esemplari, “vite di un’altra fibra”, di cui si indaga la radicalità del pensiero e delle opere nel desiderio di approfondire il percorso realizzato negli scorsi anni intorno ad autori che, con la coerenza delle loro vite e il rigore delle loro opere, hanno aperto spiragli nel vortice rumoroso in cui stiamo.

“Figure esemplari” che hanno negato consenso alla forza cieca del potere aprendo varchi luminosi di cambiamento a cui Laminarie ha dedicato negli anni opere, performance e monografie.

Jackson Pollock, protagonista dell’action painting e artista fondamentale nella storia dell’arte del Novecento; lo scrittore russo Varlam Šalamov autore dei I Racconti della Kolyma che trascorse diciassette anni in un campo di lavoro sovietico; Constantin Brancusi, uno dei più grandi scultori novecento, autore di un viaggio epico, percorse a piedi l’Europa da Bucarest a Parigi con l’obiettivo di raggiungere il centro della vita artistica Europea.

A partire dalle produzioni precedenti Dentro le cose procede attraverso azioni inedite, tenta un nuovo punto di vista sul linguaggio scenico a partire dalla materia, dai dispositivi scenici utilizzati per visualizzare il senso della nuda azione.
La performance mette in dialogo azioni e suoni in una sintesi precisa e irriducibile incitata dal rapporto con gli oggetti. Un attore solo in scena in una disputa con le figure e la materia nella ricerca di un tempo e di un ritmo diversi, nonché in lotta con l’imprevisto e la difficoltà.

“Sicché il Gestus di questo teatro, prevalentemente visivo, consiste nell’attivare lo spettatore attirandolo nell’ingiusto e, da qui, inducendolo a interrogarsi e a decifrare a suo modo i segni oscuri che segue sulla scena” (C. Meldolesi, Tragedia e fiaba. Il teatro di Laminarie 1996-2008, Titivillus 2008, Corazzano, p.12).

Dispositivi scenici tratti da:
Proiezione Verticale - avvicinamento a Constantin Brancusi, 2012

Jackson Pollock - l’azione non agente, 2008

Esagera - dedicato a Varlam Šalamov, 2000.


PRESS

«La performance di Febo Del Zozzo cerca nuovi fili in vecchie cose, ossia estrae nuove storie da oggetti già usati cambiando il punto di vista con cui si guardano. Ci racconta l’autore “Ripercorro alcune scenografie di miei vecchi spettacoli, rimodellate in relazione con nuove azioni che svolgo in mezzo a esse, con esse” Si vedranno la colonna senza fine del lavoro dedicato a Brancusi, elementi scenici della ricerca sull’espressionismo astratto di Jackson Pollock e dallo spettacolo sugli scritti dello scrittore russo Salamov...»

(Massimo Marino - presentazione su Corriere della Sera - Bologna)

 


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